I giovani nei campionati regionali: il quadro normativo spiegato da Massimo Ciaccolini

La seconda giornata del convegno “Il futuro in gioco” – al via ieri a Ferrara con ospiti Marani e Zola per la Lega Pro e Baldini e Viscidi per il Club Italia FIGC – ha offerto un’attenta analisi sui meccanismi e sulla storia recente dei campionati dilettantistici per quanto riguarda la valorizzazione dei giovani calciatori.

Prima di affrontare i temi legati alla Serie D, l’attenzione si è concentrata sul quadro normativo dei tornei regionali attraverso l’intervento di Massimo Ciaccolini. Come spiegato dal segretario generale della LND, il sistema attuale si inserisce in un percorso di lungo corso: «Da questa stagione sportiva è stato reintrodotto l’obbligo minimo d’impiego di due giovani calciatori per i campionati di Eccellenza e Promozione – nello specifico un classe 2007 e un classe 2008 in campo per tutta la partita -, dopo una parentesi biennale in cui era stata data facoltà ai comitati regionali di utilizzare o meno questo strumento».

Entrando nel dettaglio delle regole adottate nel tempo nei vari comitati, sono state evidenziate le diverse sfumature e i contesti territoriali che hanno spinto il Consiglio Direttivo della LND a confermare la facoltà di modulare l’obbligo, consentendo ai comitati di applicare criteri mirati sulle classi d’età. Un aspetto di grande rilievo riguarda la premialità legata a quest’obbligo, legando gli incentivi a quei club che schierano più giovani oltre la quota prevista: «Gli importi assegnati dalla Lega Nazionale Dilettanti per finanziare questo progetto sono commisurati al numero dei gironi: 28 per l’Eccellenza e 52 per la Promozione, per un totale complessivo di 80 gironi. Anche qui la volontà, da due anni a questa parte, è stata quella di demandare ai consigli direttivi dei comitati regionali stessi le modalità di organizzazione del premio sulla base di criteri generali. Dal 2018 ad oggi, la Lega ha destinato quasi 10 milioni di euro in questo progetto».

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