Come si costruisce un calciatore da Nazionale? A questa domanda hanno risposto due figure chiave del settore tecnico FIGC come Maurizio Viscidi, Coordinatore delle Nazionali giovanili, e Silvio Baldini, ct della Nazionale Under 21, nel panel di chiusura dedicato alle Nazionali azzurre giovanili.
Nello spazio di approfondimento sulla metodologia di lavoro adottata dalla Federazione – arricchito dal confronto con i referenti tecnici delle rappresentative nazionali e regionali della LND – gli interventi hanno fatto luce sui metodi e sulla visione del Club Italia per la crescita dei calciatori, con focus particolare sulle linee guida che accompagnano tutto il cammino di selezione, a partire dalle primissime fasi dell’Under 14 fino alle porte della Nazionale maggiore.
Attraverso questo impianto, la struttura azzurra punta a creare un sistema in cui i giovani possano esprimersi al meglio e superare gli ostacoli del salto di categoria. «Penso che il calcio italiano disponga di grandi talenti, come dimostrano i successi della Nazionale Under 17, campione d’Europa, e i numerosi esordienti lanciati in Under 21 – ha commentato Silvio Baldini – Anche la classe dirigente gioca un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo dei giovani. Servono figure guidate da coscienza e passione, capaci di credere fermamente nei ragazzi e di vederli come una risorsa imprescindibile. In questo percorso, il calcio dilettantistico rappresenta una base fondamentale e aperta a tutti, un trampolino di lancio verso il professionismo che ha visto campioni come Zola muovere i loro primi passi. Sono fiducioso che la riforma legata a lui possa portare a un cambiamento positivo e duraturo».
«Insieme ad Andrea Cardone e Simone Perrotta stiamo lavorando su un modello di lavoro unico per tutti i ragazzi, con l’obiettivo di realizzare un progetto a livello nazionale che coinvolga anche i dilettanti, poiché riteniamo fondamentale il loro pieno coinvolgimento – rivela invece Maurizio Viscidi – Vogliamo creare un modello uniforme ed efficace, adatto a tutte le fasce d’età — dai 5-7 anni fino ai 12-14 anni — per definire linee guida di qualità che saranno messe a disposizione dalla LND. Forniremo tutta l’assistenza e il supporto formativo necessari agli allenatori che metteranno in pratica questo metodo, ma ci tengo a fare una preghiera: sebbene noi si faccia tanto, la vera differenza la fanno i dirigenti e l’impegno dei club, proprio come è avvenuto in Lega Pro dove la qualità del lavoro svolto dalle società ha fatto la differenza. Per fare un lavoro di qualità servono risorse, ma serve soprattutto la volontà di fare le cose nel modo giusto, con lo spirito corretto. Noi dai 5 ai 14 anni facciamo formazione pura: non dobbiamo concentrarci sulla vittoria del campionato o sulla tattica, bensì unicamente a mettere i nostri ragazzi nelle condizioni di crescere al meglio delle loro possibilità. Certo, non tutti diventeranno calciatori professionisti, ma se facciamo il percorso nel modo giusto, stiamo formando persone per bene che andranno a incidere positivamente in un altro campo della nostra società».

