Rappresentative Nazionali LND: un’analisi sul valore dello scouting

A chiudere l’intensa due giorni ferrarese dell’evento “Il futuro in gioco” è stato il panel interamente dedicato all’attività delle Rappresentative Nazionali LND. Un momento di riflessione profondo, guidato dai referenti di quest’area, davanti a una platea composta da molti tecnici e osservatori delle selezioni giovanili regionali.

L’introduzione sulla struttura e sul ruolo delle selezioni giovanili – capaci ogni anno di aprire le porte del professionismo a tanti ragazzi e ragazze selezionati in tutta Italia – è stata affidata ad Alberto Branchesi, coordinatore dell’area gestionale e amministrativa, che ha tracciato il bilancio di un percorso che ha raggiunto standard di eccellenza grazie alla capillarità dello scouting: «La grande fortuna è stata quella di sfruttare la presenza della Lega sul territorio attraverso i comitati regionali, che sono il motore della nostra attività e con i quali c’è un coinvolgimento diretto».

L’impegno organizzativo ed economico profuso dalla LND ha permesso di allestire ben sei rappresentative nazionali, coprendo le categorie giovanili più importanti per quanto riguarda sia il calcio maschile che femminile. Un lavoro al quale, nel tempo, si è affiancata un’attività importante sia nel campo della ricerca scientifica, con la selezione Under 15 secondo semestre, che in quello sociale, in termini di contrasto all’abbandono della pratica sportiva, di progetti d’integrazione e di sostegno psicologico. Nel corso dell’incontro, è emersa inoltre la volontà di respingere con decisione ogni generalizzazione negativa nei confronti del movimento dilettantistico, sottolineando l’eccellenza di molte realtà territoriali ben organizzate.

La parola è passata poi al responsabile tecnico delle rappresentative Massimo Piscedda, il quale si è soffermato maggiormente sul tema dello scouting in relazione all’età dei calciatori: «L’Under 15 rappresenta la fase più complessa da valutare in prospettiva, poiché i ragazzi sono ancora in piena crescita e vanno giudicati prevalentemente sulle doti tecniche pure. Si passa poi all’Under 16, uno stadio ibrido in cui iniziano a emergere i primi concetti tattici, fino ad arrivare all’Under 17, considerata il vero e proprio completamento della formazione. A questa età il profilo del calciatore si consolida: la struttura, la tecnica e la visione di gioco acquisite a diciassette anni accompagneranno l’atleta anche nella maturità calcistica. Il compito fondamentale degli allenatori è accompagnare i ragazzi in questo percorso graduale, integrando tecnica, tattica e crescita fisica per favorire il grande salto verso il calcio professionistico».

Prima di lasciare spazio al dibattito con i presenti in sala, è stata aperta una parentesi sulla Rappresentativa Serie D e la sua capacità di valorizzare i giovani con il suo stesso selezionatore Giuliano Giannichedda: «Il nostro compito non è limitarci a teorizzare, ma agire sul territorio, stando vicini alle società e ai ragazzi. Essere presenti su tutti i campi, anche quelli più periferici, significa garantire attenzione e ascolto a tutto il panorama dilettantistico. Grazie a questo metodo di lavoro cerchiamo di valorizzare i migliori talenti dei club del campionato, offrendo loro una vetrina d’eccellenza attraverso il confronto con importanti realtà professionistiche. Nel nostro mondo esistono tantissime società straordinariamente organizzate, guidate da tecnici preparati che sanno far crescere e riconoscere il valore dei giovani».

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