Parla Zola: la riforma e il valore della filiera Lega Pro-dilettanti

Nel cuore della giornata di apertura del convegno “Il futuro in gioco”,  l’attenzione si è concentrata sulla sinergia tra calcio dilettantistico e professionismo durante il panel dedicato alla Riforma Zola. Un momento di aperto confronto per analizzare la filiera di valorizzazione dei giovani, la centralità dei settori giovanili e le strategie per garantire nuova linfa al movimento azzurro.

A parlarne è stato proprio l’ispiratore del provvedimento, il Vice Presidente Vicario della Lega Pro Gianfranco Zola, focalizzandosi sulle misure volte a incentivare l’impiego dei talenti dei vivai e a valorizzare le strutture e la qualità dei settori giovanili. Tale visione, emersa nel quadro del convegno di Ferrara, può rappresentare un valido punto di riferimento per il dibattito interno alla LND, in vista delle future politiche giovanili da attuare in una logica di sistema con la Serie C.

«La Riforma nasce da un confronto iniziale con il presidente Marani e dalla comune consapevolezza della necessità di intervenire sul settore giovanile. Per esperienza so bene che in passato i talenti crescevano spontaneamente per strada, ma oggi le condizioni sono cambiate e quel modello non esiste più. è diventato indispensabile creare un sistema che aiuti i club a investire concretamente sui giovani, sulle strutture e sugli allenatori. La riforma nasce proprio per supportare le società affinché dedichino risorse al vivaio. Ricordando i miei inizi a diciassette anni nella Nuorese in C2 so quanto sia importante il passaggio al professionismo: bisogna dare fiducia ai ragazzi, accettando i loro errori  il calcio di base rivesta una grandissima valenza sociale ed educativa e l’intento del nostro lavoro non è soltanto quello di formare futuri campioni per il professionismo, ma soprattutto di garantire a tutti i ragazzi un percorso sano che possa aiutarli a crescere, nello sport e nella vita».

 

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