Cristina Blasetti, la LND è “patrimonio umano e sociale”

Tra gli interventi raccolti nell’ambito di Quarto Tempo, l’evento LND dedicato al dialogo tra istituzioni, società sportive e territorio, anche quello di  Cristina Blasetti, la  Sustainability Manager FIGC, un riferimento nazionale per la sostenibilità sociale e ambientale nel calcio e coordinatrice della strategia FIGC 2030 e Progress Report 2023/24, in dialogo con UEFA sulle 11 policy; gestisce, inoltre, programmi HatTrick SES e progetti su inclusione e diritti umani, ha sottolineato l’importanza di un confronto con il mondo del calcio dilettantistico e la volontà di costruire insieme nuove prospettive di crescita.

Significato e le motivazioni della tua partecipazione all’evento “Quarto Tempo”. Cosa ti aspetti che emerga dall’incontro?

“Quarto Tempo” rappresenta un momento fondamentale di confronto con le diverse realtà dell’ecosistema calcistico italiano con la partecipazione di tutto il mondo dilettantistico. È un’importante occasione per condividere i percorsi che sono stati intrapresi – sia come FIGC sia come LND – i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri che intendiamo perseguire nel medio-lungo periodo. Sarà un’opportunità per tutti di confrontarsi sulla tematica, sulle nuove sfide della Sostenibilità nel calcio, definire nuovi obiettivi e tracciare i prossimi passi.

In questo contesto, sarà un privilegio presentare il Progress Report FIGC 2023-2024, il primo aggiornamento trasparente e dettagliato che riassume obiettivi raggiunti, KPI e stato di avanzamento della Sostenibilità Sociale e Ambientale FIGC nei primi 18 mesi dal lancio della Strategia di Sostenibilità a luglio 2023.

La Strategia di Sostenibilità della FIGC costituisce un riferimento chiaro e concreto: 66 KPI (Key Performance Indicators) e 70 obiettivi strategici chiari, misurabili e monitorabili, che il calcio italiano, inteso come unico ecosistema, intende raggiungere entro il 2030 su undici diverse politiche comprese nell’ambito dei diritti umani e della tutela ambientale. Si tratta di un progetto ambizioso, ispirato all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e alla Strategia di Sostenibilità UEFA “Strength Through Unity”. È una best practice nel panorama sportivo nazionale. La FIGC è stata la prima Federazione sportiva italiana ad aver redatto una Strategia di Sostenibilità Sociale e Ambientale e ad aver implementato un sistema di reporting replicabile a tutti i livelli dell’ecosistema calcistico e anche da parte di altre Federazioni, per rendicontare obiettivi ESG, KPI e risultati raggiunti.

Condividere i risultati raggiunti nel percorso avviato sarà un’occasione per fare emergere nuove idee e nuove prospettive per la sostenibilità nel calcio, per costruire insieme un modello sempre più responsabile, inclusivo e attento agli impatti sociali e ambientali.

Qual’è l’importanza del confronto con l’universo del calcio dilettantistico?

Il calcio dilettantistico rappresenta un universo straordinario per la sua peculiarità e per il legame profondo con il territorio. È una realtà composta da persone, società e comunità in cui le piccole azioni quotidiane possono generare un grandissimo impatto positivo. Il confronto con questo mondo è essenziale per comprendere le esigenze reali, valorizzare le buone pratiche già in atto e promuovere, insieme, l’approccio alla sostenibilità che parta dal basso e si diffonda a tutti i livelli dell’ecosistema calcistico.

La Lega Nazionale Dilettanti rappresenta un patrimonio umano e sociale che costituisce la base del calcio italiano. Queste realtà presidiano quotidianamente il territorio, rappresentando un punto di riferimento per la formazione dei giovani, la promozione dei valori sportivi e la costruzione di una comunità coesa e sostenibile.

Il confronto costante tra la FIGC e la LND è fondamentale per tradurre i processi strategici in azioni concrete, nel rispetto della Strategia di Sostenibilità FIGC, affinché possano essere replicabili ad ogni categoria. L’obiettivo è valorizzare le buone pratiche già in atto e promuovere, insieme, una cultura della sostenibilità che parta dal basso e si diffonda a tutti i livelli del sistema calcistico, professionistico e dilettantistico.

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